Bucando il muro: Lucio Fontana
La storia incredibile del capolavoro ritrovato di Lucio Fontana

FRANCA GHITTI – Trailer documentario

Trailer del documentario sull’artista Franca Ghitti realizzato da Davide Bassanesi.

La necropoli romana di Lovere

Il documentario illustra gli scavi archeologici finalizzati al recupero della necropoli di Lovere. Un progetto del Comune di Lovere in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Bergamo e Brescia, nell’ambito del progetto PAD Sebino e Val Cavallina, con il contributo di Fondazione CARIPLO.

La Medusa inquieta

Il viaggio inaspettato di un’opera d’arte attraverso il tempo e i luoghi. La Testa di Medusa di Lucio Fontana incontra storie e persone, dal mondo dell’arte a quello dell’industria, ricongiungendo età antica e modernità. Così il video ricrea un clima e una stagione artistica, al centro del libro “La Medusa Inquieta” .

Storie di Edolo

Nel borgo alpino di Edolo, in Valle Camonica, si nasconde un tesoro di storie, antiche e moderne, che attendono solo di essere raccontate. Film prodotto da il leggio società cooperativa sociale e dal Comune di Edolo in collaborazione con la Fondazione Casa di Riposo per Anziani “Domenico Giamboni” grazie al sostegno di Regione Lombardia (Bando l.r. 25/2016, anno 2017).

ERON – “Soul of the Wall_Cevo” – Wall in Art 2018

La staffetta partigiana Enrichetta Gozzi (classe 1925) ci racconta l’opera di Eron a Cevo per Wall in Art 2018. L’opera “Soul of the Wall_Cevo“, vera e propria fusione poetica tra pittura e fenomeni percettivi, è contemporaneamente omaggio alla memoria storica e collettiva di Cevo ed elaborata riflessione sulla tragicità della guerra. Collegati tramite diagonali opposte che si sviluppano dal basso verso l’alto dell’edificio, formando un’armonica e bilanciata composizione a fiamma, i soggetti figurativi legati al vissuto dell’edificio e alla storia del Comune emergono dalle macchie di fuliggine ricreate con maestria da ERON per evocare l’incendio del 3 luglio 1944. In quella data il paese venne bruciato per rappresaglia contro i partigiani: 151 case vennero totalmente distrutte, altre 48 rovinate, 12 saccheggiate, e furono uccise 6 persone. Su una popolazione di circa 1.200 abitanti furono in 800 a rimanere senza un tetto. Nella grande scena possiamo scorgere in primo piano il volto evanescente di Maddalena Bazzana, detta semplicemente “Nena“, la maestra che insegnò in quella scuola e che fu tra le prime donne a praticare l’alpinismo a Cevo. Alle sue spalle compaiono tre scene struggenti collegate alle vicende della Resistenza – cui proprio a Cevo è dedicato un museo – e della Grande Guerra qui chiamata “Guerra Bianca” perché combattuta in quota, tra le nevi perenni dei ghiacciai: suo padre, il maestro Bartolomeo Cesare Bazzana, guida autorevole della comunità e partigiano, colto nell’istante drammatico del controllo documenti, l’ultimo abbraccio tra un soldato e la sua donna, e ancora la scalata al fronte dell’alpino. Sono proprio queste situazioni che anticipano i momenti più cruenti delle battaglie e gli stati d’animo che emanano a creare la tensione che porta chi osserva “Soul of the wall_Cevo” a riflettere/interrogarsi sul non senso/senso delle guerre. Le colombe che volano e fuggono dall’oscurità dell’incendio, in tutta la loro valenza simbolica e vitalità, appaiono allora come naturale risposta alla questione che l’opera pone, come il messaggio di pace che Eron intende lanciare dalla parete dell’ex scuola di un piccolo comune che ha conosciuto da vicino la devastazione della guerra. Soul of the Wall_Cevo“, appartiene all’omonima serie di interventi realizzati dall’artista in varie città del mondo. Interventi che, prendendo spunto dal fenomeno percettivo della pareidolìa (la facoltà congenita e automatica nell’uomo a trovare e ricostruire strutture ordinate e forme familiari in immagini sfuggenti e disordinate), sembrano far trasudare dalle pareti le figure di chi le ha abitate e frequentate.

OZMO – “Pixelated Mona Lisa with destructurated Donald Duck in Valle Camonica” – Wall in Art 2018

Il punto di partenza di ogni lavoro di OZMO è l’ispirazione che arriva dal territorio. Per il murale sulla prima palazzina di via Silone, quella che accoglie chi raggiunge il quartiere, l’artista ha scelto così di “appropriarsi” de “La Gioconda“, l’icona dell’arte mondiale nel cui sfondo si possono riscontrare intriganti corrispondenze con scenari sebini e camuni e in particolar modo con lo scorcio che si può intravedere percorrendo la strada – che da Angone porta al Convento dell’Annunciata – situata proprio a monte della parete consegnata al suo intervento. OZMO reinterpreta il più celebre dipinto al mondo creando détournements dadaisti: aggiunge elementi casuali tra i quali il segno rosso, copre il volto della misteriosa donna con dei pixel, raffigura l’anatra, l’animale emblematico del luogo e migrante per eccellenza, nella sua versione ideata da Disney, il Paperino caro a generazioni di bambini, mentre si scompone nello spazio pittorico. Dipinta con bombolette spray e acrilici, con le quali l’artista riesce a ottenere le caratteristiche estetiche tipiche della pittura a olio, “Pixelated Mona Lisa with deconstructed Donald Duck in Valle Camonica“, è un omaggio ad Angone e al genio di Leonardo Da Vinci, è un’opera contemporanea d’avanguardia che sperimenta una messa in discussione delle modalità espressive della tradizione dei murales e che si e ci interroga sull’uso e sul potere delle immagini artistiche.

Gonzalo Borondo – “Mites terram possidentì” – Wall in Art 2018

A Malegno, sul grande muro che si affaccia su Piazza Casari, Borondo ha realizzato il murale “Mites terram possident“. Ispirata dalla fascinazione dell’artista per l’atto di scavare una superficie e lasciarvi un segno e dalla consapevolezza che la natura non solo sia fonte di ricerca spirituale per l’uomo, ma anche l’archetipo del suo modo di abitare e costruire lo spazio, l’opera si sviluppa come un dialogo tra lo spirito del luogo e la percezione che Borondo ha di tutto il contesto che lo circonda, in un processo di assorbimento, elaborazione, ricerca tecnica e restituzione. Al centro della composizione la raffigurazione di una grotta che si trova nei pressi del paese si espande, seguendo le regole di una prospettiva frontale, nella sequenza di archi e colonne/pilastri di una navata. La parte inferiore della parete è stata invece trattata e preparata appositamente dall’artista affinché i bambini camuni – un centinaio di alunni di età diverse nel loro primo giorno di scuola – potessero vivere e conservare nella loro memoria l’esperienza del graffiare lasciando il proprio segno nell’opera, in continuità di pratica con gli antichi abitanti della Valle Camonica. Il murale risulta ricco di elementi figurativi appartenenti a epoche diverse (e riconducibili al territorio) che si celano e svelano nello spazio pittorico: non solo le antichissime incisioni rupestri e quelle attuali degli studenti, ma raffigurazioni di tecniche di restauro, richiami ad affreschi e pezzi mancanti, il motto “Mites terram possident” (che non solo dà il titolo all’opera di Borondo, ma è anche stato impresso dai padri fondatori di Malegno nei vecchi portali e nello stemma comunale). La co-presenza di tutti questi segni, simboli e la loro stratificazione, il porre nel punto di fuga una soglia, rendono il murale un’opera aperta che invita a più livelli di lettura e interpretazioni.

Collettivo FX – “Radici” – Wall in Art 2018

L’opera “Radici” dipinta da Collettivo FX nel cuore del quartiere di Via Silone sembra essere da sempre installata dentro la montagna che si erge alle sue spalle. Ispirata dalla pianta urbanistica del quartiere e dalla comunità che lo abita, l’opera ha preso forma a colpi di rullo, un rullo sostenuto da un’asta lunga quanto l’altezza della palazzina. Il suo bicromatismo, giocato su tinte suggerite dal contesto, nasconde e rivela al tempo stesso numerosi volti: quasi astratti e solo abbozzati sotto la linea del suolo (che coincide con l’estremità superiore del dipinto), e sempre più definiti a mano a mano che si scende nelle sue viscere, in profondità. Si tratta di ritratti di persone comuni, nei quali si possono intravedere lineamenti che appartengono ai residenti (un parallelismo con le espressioni più alte dell’arte in Valle Camonica: anche Romanino e Beniamino Simoni ritrassero gli abitanti del luogo nei propri capolavori), che si mescolano nella composizione a quelli di personaggi conosciuti. Ignazio Silone, il rivoluzionario marocchino Ben Barka, Carletto Mazzone e Pirandello, Didone – prima regina di Cartagine – e il patrono di Angone San Matteo, il calciatore Dybala e Madre Teresa: molti scelti e raffigurati dall’artista dopo una discussione e un confronto con la comunità, adulti e bambini senza distinzioni, dipinti fra radici che evocano appartenenza e connessioni, raccontano e rappresentano la multiculturalità e l’intergenerazionalità che contraddistinguono questo particolare quartiere.

Davide Bendotti – Una scintilla tante scie: storie di vite sorprendenti

La Polisportiva Disabili Valcamonica presenta Davide Bendotti, atleta della Nazionale Italiana Sport Invernali Paralimpici.

Lucchini RS – Dreams on Wheels

Il nuovo video promozionale di Lucchini RS. Regia di Davide Bassanesi, disegni di Renata Besola, stop motion di Nicola Ballarini, animazione di Silvano Richini, musica di Federico Troncatti, sound design di Piero Villa e Segio Maggioni, testi di Gigi Barcella.

BENDOTTI PLUG & PLAY FURNACES

Un moderno forno industriale Bendotti attraversa di notte il nord italia, per essere consegnato e messo in funzione.

GIANNI BERENGO GARDIN – La bella addormentata di Crespi d’Adda

Gianni Berengo Gardin ritorna a Crespi d’Adda, villaggio operaio patrimonio UNESCO, per fotografare il sito industriale dismesso, prima dell’imminente intervento di riqualificazione.

 IL NUOVO SGUARDO

I restauri delle sculture di Beniamino Simoni e della Via Crucis di Cerveno.

IL MANDALA TIBETANO – L’arte dei monaci di Sera Jhe nelle dolomiti camune

Nel giugno 2016, nelle terre di Lozio circondate dalle Dolomiti Camune, cinque monaci tibetani provenienti dal Monastero di Sera Jhe, nel sud dell’India, hanno costruito un Mandala di sabbia. L’affresco è stato realizzato in tre giorni di lavoro, meditazione e preghiera, disponendo milioni di granelli di sabbia colorati su di un supporto piano. Una volta completata, l’opera è stata distrutta e la sabbia che la componeva raccolta per essere dispersa in acque sorgenti, affinché le stesse la potessero trasportare a Valle, distribuendo l’energia divina in essa contenuta.

IN CIEL BEATA ET BELLA – Il restauro della volta centrale dell’Abbazia di Viboldone

L’Abbazia di Viboldone, gioiello del medioevo lombardo, svela il suo fascino durante i restauri che hanno riguardato le decorazioni della volta centrale.

FONDAZIONE MIA – Mai per nessuno, sempre per tutti

In occasione del 750° anniversario della Fondazione MIA, la celebre aria di Gaetano Donizzetti ci guida attraverso alcuni luoghi storici dell’attività della Misericordia Maggiore nel campo culturale, artistico e assistenziale. Ognuno di questi luoghi viene impreziosito dall’esibizione di alcuni allievi del conservatorio di Bergamo. Video diretto da Davide Bassanesi e prodotto da Moma Comunicazione.

PASSI DI LIBERTA’ – Un percorso nei luoghi della resistenza in Valsaviore

Gino Boldini, Medaglia d’Oro alla Resistenza, ci guida sui luoghi dove la 54a Brigata d’Assalto “Garibaldi” diede vita alla lotta partigiana contro tedeschi e fascisti.

VALLE CAMONICA – La valle dei segni

Il più grande ghiacciaio d’Italia, il più ricco giardino di tutte le Alpi, il primo sito UNESCO italiano. La più bella storia del mondo è in Valle Camonica: la Valle dei Segni.

VALLE CAMONICA – Il segno della scrittura

Dalle incisioni rupestri dell’antichità alle iscrizioni medievali, dai libri di una biblioteca ai castelli che svettano tra cime innevate, un territorio ricco di fascino e di storia che può nascondere e svelare nel più umile dei ruderi di campagna, all’ombra di un bosco o in un prato assolato il segno di una cultura millenaria.

I SEGNI DI LUCILLA – La Valle Camonica nello sguardo di Lucilla Giagnoni

REPORTAGE IN TEMPO DI PACE – Il viaggio di Ettore Mo e Luigi Baldelli in Valle Camonica

Il viaggio dei reporter Ettore Mo e Luigi Baldelli in Valle Camonica, accanto allo sguardo di un gruppo di giovani giornalisti e fotografi del territorio, è al centro dello straordinario racconto, promosso dal Distretto Culturale di Valle Camonica. Così nasce il volume d’autore “Reportage nella Valle dei Segni”.

LA SIGNORA DELLE MACCHINE – La festa della Madonna Grande nella comunità di Demo

Ogni cinque anni, la Festa della Madonna Grande richiama a Demo, in Valle Camonica, migliaia di visitatori. La “Signora delle Macchine” ripercorre i preparativi della festa, cogliendo le voci e i ricordi della popolazione. Realizzato nell’ambito del progetto “Maraèa” del Distretto Culturale di Valle Camonica.

LA VALLE DEL SACRO – Valle Camonica fra parole, arte e teatro

Attraverso le voci di alcuni artisti di Crucifixus – Festival di primavera (Maria Paiato, Patrizia Punzo, Luciano Bertoli ed Ermanno Nardi di Elea), il filmato si interroga sulla relazione fra il luogo sacro e l’attore, indagando il rapporto fra arte, teatro e comunità nel territorio della Valle Camonica.

VALLE CAMONICA – Il segno dell’acqua nella storia

Il legame tra la comunità di una valle alpina e il fiume che la percorre con la storia e i documenti che ne conservano la memoria. Cortometraggio prodotto nell’ambito del progetto “Acque di Valle Camonica”. Il fiume Oglio tra Medio Evo ed Età Moderna, Servizio Archivistico Comprensoriale di Valle Camonica, 2014.

DI MUSICA E DI FIORI – La “Funsciù” di Gianico nel racconto di Giovanni Fiorini, organista

La “Funsciù”, festa decennale dedicata alla Madonna di Gianico, in Valle Camonica, viene narrata a partire dalla traccia biografica di un personaggio che da più di 60 anni è figura centrale per le celebrazioni, Giovanni l’organista. Storie di gente comune s’intrecciano ai grandi eventi di una comunità.